MARCO PARENTE UN DISCO PUBBLICO

Comunicato stampa


Il disco che nasce dalla pubblic-azione degli ascoltatori.

Il “controautore” Marco Parente ha pronto un lavoro di dieci nuove canzoni.
Ma per ora non le pubblicherà attraverso un canonico disco. Le porterà invece in giro in una serie di pubblic-azioni a partire dal prossimo gennaio e saranno gli ascoltatori a diffondere il disco tramite le tecnologie smart.

Marco Parente nel corso degli anni ci ha abituato ai percorsi obliqui, alle scelte imprevedibili, ad un modo di intendere la musica estremamente personale sin dalle modalità con cui porgere le proprie canzoni a chi lo segue.

Ma il nuovo progetto “Disco Pubblico” – che animerà l'attività del “controautore” nei prossimi mesi – sposta l'asticella un po' più in là. Anzi: sarebbe forse meglio dire un po' più a lato. Compiendo per la prima volta un passo verso una visione della sua musica che aggiri l'oggetto-disco dopo le tante sperimentazioni su quest'ultimo e sulle sue possibilità.


Con “Trasparente” ad inizi anni Zero Marco Parente testò infatti i mille possibili sviluppi di un lavoro dalle sonorità e dalle intenzioni sfaccettate, fra un ep di remix (“Pillole Buone”), un album live con un'orchestra di fiati (“L'attuale jungla”) e addirittura un libro d'arte (“Libro Trasparente”).

Con il progetto “Neve Ridens” grazie ad una fitta rete di rimandi, opposizioni e citazioni fece risuonare fra loro due dischi di canzoni diverse (“Neve” e “Ridens”) al contempo autonomi e dipendenti uno dall'altro in un suggestivo gioco di specchi deformanti.

Per “La riproduzione dei fiori” fu invece la volta dei videoarrangiamenti, brani b-sides proposti così come erano nati e arrangiati da clip artistici che li completavano visualmente come se fossero canzoni finite ma rimaste fuori dal disco.

Infine con “Suite Love” Marco Parente concentrò in una suite di diciassette minuti un densissimo disco intero, come una sorta di miniatura dagli infiniti dettagli in cui perdersi.


Ora, con “Disco Pubblico”, Marco Parente porterà in giro per l'Italia il suo “disco che cammina” grazie al supporto di Woodworm e alla complicità di Macramè – Trame comunicative: un nuovo lavoro di dieci canzoni mai incise e mai stampate, che diventerà reale solo grazie all'incontro con le persone in una serie di pubblic-azioni dove saranno gli ascoltatori stessi a pubblicare le canzoni.

Come? Sigillandole nella propria mente e nel proprio cuore o registrandole audiovisivamente tramite smartphone, tablet e altri strumenti tecnologici per poi riversarli nel sito www.discopubblico.it che farà da piattaforma e da punto di raccolta di tutte le diverse e personali pubblic-azioni avvenute durante il tragitto di “Disco Pubblico”.


Le pubblic-azioni di “Disco Pubblico” prenderanno il via a gennaio 2016 con quattro appuntamenti speciali in altrettanti luoghi della Penisola, per poi continuare tutto l'anno dando vita evento dopo evento ad un “Disco pubblico” sempre diverso, unico e originale.

Ecco intanto come Marco Parente racconta il progetto “Disco pubblico”:

La questione è molto semplice. Ho 10 nuove canzoni, un disco! Pronto per essere registrato e pubblicato. Sì ma la domanda è, perché e come continuare a manifestare il proprio 'prodotto creativo', ora che il cammino della tecnologia, oltre che alla propria autodistruzione, ha portato alla smaterializzazione dell'oggetto (supporto)?

Ebbene, dopo molte riflessioni, sfociate spesso in inutile cinismo, mi rendo conto che proprio ciò che sembrava una strada senza uscita, oggi mi appare come una nuova e stimolante occasione.

L'occasione di riorganizzarci in riti collettivi ( pubblic-azioni ), nei quali ognuno avrà il suo ruolo fondamentale:


Io sono le mie canzoni

I musicisti i loro strumenti

I luoghi lo studio di registrazione

Voi i registratori in persona ( siano essi protesi digitali, meglio se la vostra testa o heart-disc)

Ma perché ciò avvenga occorre abbandonarsi al presente e concedersi, almeno per 45 minuti, un altro punto di vista. Avremo così ogni sera, tanti dischi quanti punti di vista, certo tutti simili ma ognuno unico e personalissimo. Proprio come accade con la bellezza, quando la si riconosce.

Insomma in parole più semplici, il disco lo farete voi invitandoci, voi venendo ai concerti (pubblic-azioni), decidendo liberamente solo se vedere/ascoltare, portandovi a casa un ricordo da stampare in testa, e/o come è ormai abitudine, registrando direttamente sulla vostra protesi (iPhone ecc). In questo caso una sola cosa vi chiedo con cortesia, di condividere il più possibile 'la vostra versione' del disco, parziale o completa che sia.

Come? Caricando la vostra pubblic-azione su YouTube, Instagram o Twitter con l'hashatg #discopubblico

In fondo una canzone, come un quadro o un film, inizia a vivere solo se davanti ad un pubblico.