IL DISCO

METODO:

Nel momento in cui ho capito che non avrei mai registrato questo disco in uno studio, il metodo e l'approccio son venuti da sé. Il metodo, è stato quello di formalizzare la composizione delle canzoni simultaneamente all'arrangiamento, il quale però non prevedeva altro oltre a ciò che io e i musicisti eravamo in grado di suonare in diretta, assieme nella stessa stanza. L'approccio invece era sempre lo stesso, 'alla fine di ogni prova pensate che domani andiamo in studio a registrare'.
Siamo andati avanti così per quasi un anno, in cui, tornando a casa dopo le prove, rimettevo spesso tutto in discussione (specie le tonalità dei pezzi), cosa che tra l'altro continuo a fare ancora. Questo lavoro meticoloso e a volte snervante è stato possibile solo grazie alle capacità e pazienza del gruppo che ha condiviso fino in fondo questo disco con me: Andrea Allulli al piano e tastiere, Andrea Angelucci al basso, Samuele Bucelli alla batteria e Stefano Cerisoli alla chitarra.


SUONO:

L'unica ispirazione musicale che mi viene in mente e che ho avuto come punto di riferimento, sono gli ultimi due dischi di Caetano Veloso, in cui ho una percezione nuda e cruda del suono della voce e degli strumenti, quasi come prima di passare da filtri ed effetti dello studio di registrazione, anche se alla fine comunque quei dischi da un mixer ci sono passati, mentre il mio, per ovvi motivi no!
Il risultato è quello di un disco non prodotto, con consapevolezza.


PAROLE:

Si può dire che sono una continuazione di “Suite Love”, ma nella direzione opposta. Infatti se “Suite Love” provava a dimostrare la tesi secondo la quale l'amore è oggettivo, in queste 10 canzoni, ci si sporca fino in fondo le mani col soggetto e i suoi legami:
una coppia in una stanza e l'intelligenza messa a dura prova, il desiderio che non coincide quasi mai con il suo oggetto, i sentimenti che si azzuffano al bar sotto casa, le vite in parallelo, la realtà che imbarazza la via, l'eccesso d'amore che sfigura il paesaggio, la giungla nei cuori, infine il disgelo del caos.
Insomma, il solito tran tran emotivo nel duello del quotidiano.

E' buffo parlare di cose che in realtà ancora non esistono. Non so bene cosa aspettarmi dalle prime pubblic-azioni, di sicuro, sia io che i musicisti non vediamo l'ora di partire.


TRACKLIST:

AVVENTURA MOLECOLARE
BAR 90
LO SPAZIO TRA I PERSONAGGI
MA QUAND'È CHE SI RICOMINCIA DA CAPO?
IL GUSTO DELLA VIA
NELLA JUNGLA
IN MEZZO AL BUIO
UOMINI INCAGLIATI
COMBACIARE
MAI SOLO